Le ragioni del No settima parte

La separazione delle carriere è spesso l’anticamera di un controllo politico diretto sui PM.

La maggior parte dei Paesi in cui le carriere sono separate ha un PM che dipende direttamente dal Ministro della Giustizia.

L’Italia, con questa riforma, si avvia verso lo stesso modello :un PM più vicino al potere politico e più docile nei procedimenti “scomodi”.

Un arretramento per la democrazia.

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Le ragioni del No quarta parte

Sorteggio casuale dei Membri togati: Un Csm meno competente è meno efficiente e più indifeso.

Il sorteggio casuale dei componenti del CSM viene presentato come soluzione al “correntismo”, ma in realtà, così la riforma mina alla radice l’efficienza del CSM.

L’organo finirà per essere composto da giudici che non hanno motivazione o competenza necessarieper un ruolo così delicato, e non è detto che questi, solo perché sorteggiati, non possano formare gruppi di potere.

Un CSM in mano al caso è più debole, quindi più inadeguato a proteggere l’indipendenza dei giudici.

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