Le ragioni del No terza parte

La riforma rende più facili le pressioni indebite della politica sulla giustizia.

Separare PM e giudici, frammentare il CSM, rendere influenzabile l’organo disciplinare dei giudici: tre modifiche che riducono l’autonomia della magistratura.

Chi indaga o giudica su questioni politicamente sensibili dovrà guardarsi le spalle. Se il giudice fosse oggetto di pressioni esterne troppo forti, il cittadino perderebbe un arbitro imparziale.

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Le ragioni del No prima parte

E’ la prima volta che il potere esecutivo decide di limitare profondamente il potere giudiziario.

La riforma è un intervento forte di un potere dello Stato sulla struttura di un altro potere. E’ uno strappo senza precedenti. la politica tenta di ridimensionare l’autonomia della magistratura, rendendo meno efficace la sua opera di bilanciamento e controllo. La riforma ha un altro primato: è la prima volta che una riforma costituzionale è approvata in tempi così veloci e senza un dibattito approfondito, nonostante i valori in gioco. Una torsione pericolosa dell’equilibrio tra poteri sancito dalla Costituzione.

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