La riforma rende più facili le pressioni indebite della politica sulla giustizia.
Separare PM e giudici, frammentare il CSM, rendere influenzabile l’organo disciplinare dei giudici: tre modifiche che riducono l’autonomia della magistratura.
Chi indaga o giudica su questioni politicamente sensibili dovrà guardarsi le spalle. Se il giudice fosse oggetto di pressioni esterne troppo forti, il cittadino perderebbe un arbitro imparziale.