Le ragioni del No Nona parte

Il potere disciplinare sui giudici passa a un organo nuovo: Esterno e più Permeabile.

L’Alta Corte Disciplinare avrà membri in parte nominati dal Presidente della Repubblica, in parte sorteggiati fra magistrati e in parte fra personalità selezionate dal Parlamento.

Un organo così composto sarà inevitabilmente più esposto alle influenze politiche esterne.

E la minaccia di sanzioni provenienti da un soggetto percepito come “esterno” aumenterà il rischio di condizionamenti politici. In alcuni casi i magistrati potrebbero essere giudicati da collegi composti per la maggioranza da non magistrati e, in caso di responso sfavorevole, non potranno più avvalersi, come possono fare tutti i cittadini, del controllo della Corte di Cassazione sulla legalità della sentenza.

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Le ragioni del No quarta parte

Sorteggio casuale dei Membri togati: Un Csm meno competente è meno efficiente e più indifeso.

Il sorteggio casuale dei componenti del CSM viene presentato come soluzione al “correntismo”, ma in realtà, così la riforma mina alla radice l’efficienza del CSM.

L’organo finirà per essere composto da giudici che non hanno motivazione o competenza necessarieper un ruolo così delicato, e non è detto che questi, solo perché sorteggiati, non possano formare gruppi di potere.

Un CSM in mano al caso è più debole, quindi più inadeguato a proteggere l’indipendenza dei giudici.

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