Le ragioni del No Decima parte

Un attacco alla magistratura è sempre un attacco alla democrazia.

In tutti gli Stati in cui si è verificato un arretramento delle libertà, il primo passo è stato la riduzione dell’indipendenza di giudici e PM .

Una magistratura autonoma è la difesa più solida dei diritti civili e politici. Indebolirla significa indebolire anche la libertà dei cittadini.

Altre informazioni sul referendum costituzionale

altri post del Partito Democratico di Spinea

Condividilo su:

Le ragioni del No Ottava parte

La riforma non rende la giustizia più efficiente: la rende meno indipendente

 

La riforma – lo dice lo stesso Nordio – non incide sulla durata dei processi né sugli uffici giudiziari.

Non velocizza, non semplifica, non migliora.

Al contrario, divide i magistrati, crea nuove gerarchie e apre varchi alle interferenze dell’esecutivo.

Con la riforma il giudice e il PM non diventeranno più efficienti o più giusti, ma più controllabili.

altre informazioni sul referendum costituzionale

altri post del Partito Democratico di Spinea

Condividilo su:

Le ragioni del No quinta parte

La riforma incoraggia la scelta pilotata dei membri laici in quota alla maggioranza

I membri laici (non magistrati) del CSM saranno sorteggiati in una lista decisa dalla maggioranza parlamentare.

La politica potrà quindi scegliere chi inserire nella lista e orientare così la composizione dell’organo.

I membri laici apparterranno a un gruppo “organizzato” mentre i membri togati (i magistrati), scelti a caso, saranno soli.

Un metodo di nomina così congegnato indebolisce il CSM e lo espone alle interferenze politiche.

altre informazioni sul referendum costituzionale

altri post del Partito Democratico di Spinea

Condividilo su: